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Elenco dei servizi per il lavoro

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L’evoluzione normativa dei servizi per l’impiego in sintesi:  Dalla normativa nazionale a quella regionale

La riforma dei servizi per l’impiego ha inizio con la Legge 15 marzo 1997, n.59 (Legge Bassanini) recante “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa”.
Le principali novità introdotte riguardano la riorganizzazione dei servizi prevedendo:
  • il decentramento di tutti i compiti e di tutte le funzioni non esplicitamente riservate (per inciso quelle non rientranti nell’art.117) alle Regioni ed agli Enti locali;
  • la semplificazione delle procedure amministrative e dei vincoli burocratici alle attività private.
In attuazione dell’art. 1 della legge n. 59/97 il Governo ha emanato il Decreto Legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 ("Decreto Montecchi") “Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell’art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59” con il quale ha elaborato i principi destinati a regolamentare funzioni e compiti in materia di politica del lavoro.
Il decreto ha attuato il “conferimento”, prevedendo che le Regioni emanino apposite leggi allo scopo di assicurare l’integrazione tra i servizi per l’impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative. Inoltre ha istituito i Centri per l’Impiego come strutture per la gestione e l’erogazione dei servizi connessi alle funzioni attribuite alle province.
Il quadro normativo della riforma dei servizi per il lavoro e’ completato e sancito dal Decreto Legislativo n. 181/00 (successivamente modificato dal Decreto n. 297/02), che attua la delega contenuta nel cosiddetto "Collegato Lavoro" (L. 144/99) che dispone i criteri per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Con esso sono stati individuati i potenziali destinatari delle misure di promozione all’inserimento nel mercato del lavoro, con riferimento alla disoccupazione giovanile e di lunga durata.
Inoltre le disposizioni contenute nei decreti stabiliscono:
  • i principi fondamentali per l'esercizio della potestà legislativa delle Regioni in materia di revisione e razionalizzazione delle procedure di collocamento;
  • i principi ai quali devono attenersi le Regioni nel definire i criteri per l'adozione da parte dei servizi competenti di procedure uniformi in materia di accertamento dello stato di disoccupazione sulla base dei seguenti;
  • che le Regioni definiscono gli indirizzi operativi per l'accertamento e la verifica dello stato di disoccupazione da parte dei servizi competenti;
  • che le Regioni definiscono gli obiettivi e gli indirizzi operativi delle azioni che i servizi competenti effettuano al fine di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e contrastare la disoccupazione di lunga durata.
In base alla normativa, appena citata, la Regione Calabria ha emanato la Legge Regionale 19 febbraio 2001, n. 5, recante “Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469”. La legge disciplina le funzioni e i compiti della Regione e degli Enti locali in materia di collocamento, politiche attive del lavoro e promozione del lavoro e dell’occupazione, e definisce i principi ed i criteri in ordine al sistema regionale dei servizi per l’impiego. Inoltre definisce il “sistema regionale dell’impiego” così come previsto nell’art.4 e stabilisce funzioni e compiti delle Province: funzioni di programmazione di livello provinciale, amministrative e di gestione nelle materie previste dai commi 1 e 2 dell’articolo 2 del Decreto 469/97 ed in particolare, vengono conferite le funzioni e le competenze di cui all’art.6, comma 2 dello stesso decreto.

I servizi per l’impiego sono stati strutturati dalla Regione sulla base della Legge regionale sopra descritta, attraverso la Delibera Regionale 881/2001, con approvazione del “Programma per la messa a regime dei servizi per l’impiego periodo 2000-2002”, allegato alla stessa Delibera in cui sono ampiamente trattati: la tipologia dei servizi, l’utenza dei servizi per l’impiego, gli standard qualitativi dei servizi, gli standard dei Centri per l’impiego e le loro competenze professionali fino ad arrivare a criteri di individuazione di servizi specialistici.
In particolare vengono descritti la tipologia dei servizi di base  e l’organizzazione degli stessi in aree che definiscono la struttura dei Centri per l’Impiego:
•    informazione e accoglienza
•    incontro domanda/offerta; tale servizio va diversificato in uno di preselezione e messa in contatto ed in uno più specialistico di ricerca del personale;
•    documentazione e analisi del mercato del lavoro territorialmente di competenza del Centro;
•    orientamento; mirato per i soggetti di difficile inserimento;
•    accompagnamento e sostegno per disoccupati e soggetti deboli.
Accanto a quelli di base sempre in riferimento a quanto previsto dalla L.R. 5/2001, di individuano come servizi specialistici i seguenti tipi:
•    formazione orientativa;
•    formazione professionale;
•    bilancio di competenze;
•    counselling;
•    progetti speciali per disabili.
Inoltre è specificato che " sono queste le principali linee di servizio che, pur connesse in una logica di integrazione funzionale con i servizi erogati dai Centri per l’Impiego, non fanno parte della normale dotazione degli stessi. In questo quadro, spetta alle province la individuazione dei Centri per l’Impiego presso i quali vengono svolti particolari attività e servizi specialistici."
Infine attraverso la Delibera Regionale 266/2007 (e relative modifiche della D.G.R. 668/2007) sono stati approvati gli “Indirizzi operativi per l’attuazione nel sistema regionale dei servizi per l’impiego della Province, dei principi fissati nel Decreto Lgs. 181/2000 e successive modifiche ed integrazioni di cui al D.Lgs. 297/2002 e del D.P.R. 442/2000”, contenuti nell’atto di indirizzo in allegato alla stessa delibera.
Come descritto nell’atto in allegato: gli indirizzi operativi definiscono e regolano in dettaglio elementi ed istituti centrali del nuovo modello di intervento pubblico. Ci si sofferma in particolare su:
a.    servizi per l’impiego, i servizi di cui all’art.4. comma 1, lettera e) del Decreto Legislativo 23 dicembre 1997, n.469;
b.    elenco anagrafico, l’elenco di cui all’articolo 4 del regolamento emanato con d.p.r. 442/2000;
c.    scheda anagrafica, il modello di cui al decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 30 maggio 2001 (approvazione del modello di scheda anagrafica del lavoratore, della codifica delle professioni e delle classificazioni dei lavoratori ex art.4, comma 3 del d.p.r. 442/2000;
d.    scheda professionale, il modello di cui al decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 30 maggio 2001 (approvazione del modello di scheda professionale del lavoratore ex art.5, comma 1 del d.p.r. 442/2000;
e.    stato di disoccupazione;
f.    obblighi di comunicazione ai Servizi pubblici per l’impiego;
g.    avviamento a selezione presso le Pubbliche Amministrazioni;
h.    giovani, i soggetti di cui all’art.1 comma 2) , lettera b) del d.lgs. 181/2000;
i.    autocertificazione, la dichiarazione sostitutiva di certificazione o dell’atto di notorietà, di cui agli articoli 46 e 47 del regolamento emanato con decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa);
j.    discipline speciali;
k.    fase transitoria.
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