Incentivi per le assunzioni

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La mobilità, essendo un ammortizzatore sociale, consente alle aziende che assumono i lavoratori iscritti alle liste di beneficiare di agevolazioni contributive e può consentire alle persone licenziate a fronte di licenziamenti collettivi di percepire un’indennità di mobilità. Il datore di lavoro, al fine di consentire al lavoratore di percepire l'indennità di mobilità, deve consegnare ai lavoratori la seguente documentazione:

·         lettera di licenziamento;
·         modello DS debitamente compilato
 
Nel quadro delle agevolazioni contributive disposte dal legislatore per facilitare il reimpiego dei lavoratori disoccupati, trovano un posto di rilievo i benefici previsti dall'art. 8, commi 2 e 4, e dall'art. 25 della Legge n. 223/1991 a favore dei datori di lavoro di qualunque settore che assumano lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.
 
Le assunzioni possono essere effettuate con contratto a termine per un massimo di 12 mesi, con possibilità di trasformazione a tempo indeterminato nel corso del rapporto, oppure direttamente a tempo indeterminato fin dall'inizio. E' altresì ammissibile la costituzione del rapporto a tempo parziale.
 
In ogni caso il datore di lavoro non deve aver proceduto a riduzione di personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l'assunzione riguardi professionalità sostanzialmente diverse da quelle del personale licenziato.
 
I vantaggi contributivi riconosciuti al datore di lavoro sono diversamente stabiliti a seconda che il contratto di lavoro venga stipulato a termine ovvero a tempo indeterminato, e che il lavoratore da assumere abbia diritto o meno all'indennità di mobilità.
Gli incentivi previsti sono così determinati:
  1. Assunzione con contratto a termine per un massimo di 12 mesi: per la durata del contratto la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari a quella prevista per gli apprendisti, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei lavoratori.
  2. Trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato: qualora nel corso del suo svolgimento il contratto a termine di cui al precedente punto a) venga trasformato a tempo indeterminato, viene posta a carico del datore di lavoro per un periodo di ulteriori 12 mesi la sola contribuzione pari a quella prevista per gli apprendisti. In aggiunta a questa agevolazione contributiva, qualora l'assunzione avvenga a tempo pieno e riguardi lavoratori aventi diritto all'indennità di mobilità, al datore di lavoro viene concesso per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore un contributo mensile pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Tale contributo viene erogato per un massimo di:
  • 12 mesi per i lavoratori con età fino a 50 anni; 
  • 24 mesi per lavoratori con età superiore a 50 anni; 
  • 36 mesi per le aree del Mezzogiorno o nell'ambito delle circoscrizioni in cui sussista un rapporto superiore alla media nazionale tra iscritti alla prima classe della lista di collocamento e popolazione residente in età da lavoro.
  1. Assunzione con contratto a tempo indeterminato: per i primi 18 mesi la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari a quella prevista per gli apprendisti, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore nella misura prevista per la generalità dei lavoratori. In aggiunta a questa agevolazione contributiva, qualora l'assunzione avvenga a tempo pieno e riguardi lavoratori aventi diritto all'indennità di mobilità, al datore di lavoro viene concesso per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore un contributo mensile pari al 50% dell'indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Tale contributo viene erogato per un massimo di:
  • 12 mesi per i lavoratori con età fino a 50 anni;
  • 24 mesi per lavoratori con età superiore a 50 anni;
  • 36 mesi per le aree del Mezzogiorno o nell'ambito delle circoscrizioni in cui sussista un rapporto superiore alla media nazionale tra iscritti alla prima classe della lista di collocamento e popolazione residente in età da lavoro.
In base alla norma introdotta dall'art. 2, comma 1 della Legge del 19 luglio 1994, n. 451, che ha convertito il D.Lgs. 299/1994, il diritto ai benefici economici previsti ai precedenti punti a) b) c) non sussiste con riferimento ai lavoratori che siano stati collocati in mobilità, nei sei mesi precedenti, da parte di imprese dello stesso o di diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presentino assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che assume ovvero risultino con quest'ultima in rapporto di collegamento o controllo.
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